Le Funzioni Pubbliche di Cgil/Agb, SgbCisl e Uil/Sgk: “Serve riconoscere il valore delle educatrici degli asili nido”

Le Funzioni Pubbliche di Cgil/Agb, SgbCisl e Uil/Sgk desiderano sostenere le educatrici all’infanzia nella loro richiesta di valorizzazione e riconoscimento sia dal punto di vista professionale, che economico.

Nei giorni scorsi si è tenuta un’assemblea sindacale che ha visto la partecipazione di numerose educatrici. Dall’assemblea è emersa la volontà delle lavoratrici di inviare alla Provincia una lettera in cui spiegano l’importanza del loro ruolo. La lettera, firmata da tutte le educatrici dell’Assb, è stata inviata (in data odierna) al Presidente Kompatscher, all’assessora Pamer e al Comune di Bolzano.

Il lavoro educativo nella fascia 0-3 anni rappresenta una delle funzioni sociali più delicate e strategiche. Le educatrici non svolgono una semplice attività di custodia, ma costruiscono percorsi educativi, osservano, progettano e accompagnano i bambini in una fase cruciale della loro crescita cognitiva, emotiva e relazionale.
Il settore continua a soffrire di gravi criticità legate al personale, in particolare la carenza cronica, le condizioni di lavoro e non ultimo il riconoscimento economico. Da affrontare le specifiche tutele legate all’usura psicofisica e percorsi di valorizzazione professionale e salariale.

Le Funzioni Pubbliche di Cgil/Agb, SgbCisl e Uil/Sgk chiedono alla Provincia e al Comune di Bolzano un intervento concreto e immediato attraverso investimenti strutturali sul personale, maggiori assunzioni e aumenti salariali reali, affinché venga finalmente riconosciuto il valore educativo e sociale dei servizi per la prima infanzia.
Garantire condizioni dignitose alle educatrici significa garantire qualità educativa ai bambini e alle famiglie. Ignorare questa situazione rischia invece di impoverire un settore essenziale per il futuro della comunità. Le Funzioni Pubbliche di Cgil/Agb, SgbCisl e Uil/Sgk chiedono l’apertura di un confronto serio e rapido con le istituzioni per dare risposte concrete alle lavoratrici degli asili nido e fermare l’emorragia di professionalità che il settore sta vivendo.