Pensioni. Ebner: “Risultato importante a tutela dei lavoratori pubblici”
La Cgil aveva ragione: sulle pensioni di vecchiaia l’Inps ora fa marcia indietro. L’interpretazione errata riguardava la revisione delle aliquote di rendimento applicate al calcolo delle pensioni dei dipendenti pubblici iscritti a specifiche casse previdenziali, tra cui medici, dipendenti di enti locali, insegnanti di scuola dell'infanzia e ufficiali giudiziari. La lettura sbagliata aveva portato a liquidare in modo improprio numerose pensioni di vecchiaia, che ora verranno riliquidate.
Per il segretario del sindacato dei pensionati della Cgil/Agb, Alfred Ebner, si tratta di un “risultato importante” a tutela dei lavoratori pubblici: “Anche in Provincia di Bolzano si riscontrano lavoratori pubblici interessati da questa novità e coinvolti nei processi di uscita dal lavoro, ad esempio dipendenti della sanità e del Comune”. In particolare, erano state coinvolte le pensioni di vecchiaia differita, ossia quelle liquidate al compimento dei 67 anni a ex dipendenti pubblici cessati dal servizio in un momento precedente alla maturazione del diritto, e le pensioni in cumulo nei casi in cui la gestione pubblica non risultava essere l’ultima gestione assicurativa.
In un contesto in cui, nei prossimi anni, saranno circa 700 mila le lavoratrici e i lavoratori pubblici coinvolti nei processi di uscita dal lavoro, diventa ancora più urgente garantire certezza delle regole, correttezza delle applicazioni e piena tutela dei diritti previdenziali.
Il sindacato continuerà a monitorare l’attuazione delle riliquidazioni e a sostenere tutte le azioni necessarie per difendere le pensioni del lavoro pubblico.



