Sindacati: No alla propaganda remigratoria

I sindacati Cgil/Agb, SgbCisl, Uil-Sgk e Asgb esprimono netta contrarietà alla propaganda remigratoria. Questa ideologia, camuffata da politica migratoria, promuove espulsioni di massa e discriminazioni etniche, in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e dignità umana; valori fondamentali del nostro impegno sindacale da sempre improntato a solidarietà e rispetto di ogni persona. L'Alto Adige è terra con una lunga storia di inclusione e convivenza nella diversità. La Provincia di Bolzano poggia su un patto tra diversi gruppi etnici e linguistici che ha generato prosperità e pace sociale attraverso la condivisione di lavoro, diritti e obiettivi comuni.

La proposta “Remigrazione e Riconquista” si pone in contrasto con questo modello, prevedendo rimpatri selettivi di persone irregolari e persino regolarmente soggiornanti ritenute “non assimilabili”, tramite meccanismi coercitivi e misure patrimoniali, in violazione della Costituzione, del principio internazionale del non-refoulement e della normativa UE antirazzista. Le contraddizioni sono evidenti. Si invoca sicurezza, ma si ignora il ruolo vitale dei migranti nella nostra economia, in particolare in settori quali sanità, assistenza agli anziani, agricoltura, edilizia o turismo, dove scarseggia manodopera locale.

In Alto Adige lavorano decine di migliaia di persone di origine straniera, che contribuiscono in modo determinante al funzionamento dei servizi, alla produzione e alla tenuta complessiva del sistema economico provinciale, generando ogni anno un valore economico rilevante. Una drastica riduzione della loro presenza avrebbe gravi ricadute sul nostro welfare, la nostra competitività, e la qualità della vita della nostra comunità. L’idea di deviare risorse verso “fondi natalità” etnici invece di promuovere politiche universali, contrasta con ogni principio di politiche universali finalizzate al bene della collettività.

Chiediamo a tutte le istituzioni e forze politiche altoatesine di rigettare questa deriva. Difendiamo il modello di convivenza inclusiva che garantisce pace e crescita condivisa.