CGIL NAZIONALE

Poletti ha deciso di rottamare il contratto nazionale

"Dopo aver lungamente sollecitato i sindacati a rinnovare il modello contrattuale, il ministro del lavoro ha deciso di rottamare il contratto nazionale, proprio nel momento in cui il confronto tra Cgil, Cisl e Uil sembra essere partito col piede giusto. Viene da pensare che il problema non sia tanto la contrattazione quanto il sindacato, il cui ruolo, evidentemente, continua ad essere sgradito negli ambienti governativi. Così il segretario nazionale della Cgil, Franco Martini, replica al ministro Poletti, che oggi ha definito l'ora di lavoro un "attrezzo vecchio".

Per il dirigente sindacale "ad essere vecchio non è il contratto nazionale, ma l'idea che senza sindacato le cose possano andare meglio in questo Paese". Sul merito, aggiunge Martini, "non sappiamo da quanto tempo il ministro non si occupi di contrattazione. Sono anni che il salario di chi lavora viene determinato anche in funzione dei fattori di qualità. L'equazione ora-lavoro e' semplicemente una semplificazione, questa si molto antiquata".

"Se, poi, vi fosse un retro-pensiero, che punta al superamento dei minimi salariali definiti dai contratti, per giustificare l'introduzione del salario minimo legale, sappia il ministro che il sindacato si opporrà a questa idea", conclude Martini.

Il 29 novembre a Roma in marcia per il clima e la pace

Il 28 e 29 novembre, alla vigilia dell'apertura della COP21 di Parigi (30 novembre-11 dicembre) si terrà nelle maggiori città di tutto il mondo la 'Global Climate March'. In Italia la Coalizione per il Clima alla quale la Cgil aderisce insieme a oltre 150 organizzazioni e associazioni impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici, organizza il 29 novembre una grande manifestazione a Roma che partirà da Piazza Farnese alle ore 14 e si concluderà in via dei Fori Imperiali con un concerto alle ore 17. Dopo i tragici fatti di Parigi e il divieto del governo francese di organizzare le manifestazioni per il clima nella capitale, la marcia di Roma si carica di un ulteriore significato: sconfiggere la paura e costruire la pace.

"La Cgil aderisce in modo convinto alla 'Coalizione per il clima'" sottolinea il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, "ancora oggi, purtroppo – prosegue -, non viene data abbastanza importanza alla questione ambientale e climatica, mentre noi pensiamo che nel nostro futuro il lavoro e l'ambiente non devono più essere considerate questioni in contraddizione tra di loro, anzi – avverte Barbi -, la nuova occupazione e la nuova industria saranno legate all'economia ambientale e all'energia rinnovabile".

L'appuntamento di Parigi, al quale prenderanno parte i leader dei governi mondiali, è una tappa molto importante per il futuro del nostro Paese: "ci auguriamo – dice Barbi - che produca un accordo vero, vincolante ed equo soprattutto per i Paesi in via di sviluppo e per le lavoratrici e i lavoratori di tutto il mondo".

Il clima e la riduzione delle emissioni di gas serra con il conseguente contenimento dell'aumento della temperatura globale entro i 2° (o 1,5° se possibile) spiega Barbi "devono essere la battaglia di tutti, perché, come sostiene giustamente il sindacato mondiale: non c'è lavoro in un pianeta morto. Per questi motivi invitiamo tutte e tutti a partecipare alla marcia per il clima che si terrà il 29 novembre a Roma".

Quello di Roma sarà solo uno degli eventi della grande marcia globale che, lo stesso giorno, coinvolgerà milioni di persone in centinaia di città del mondo tra cui, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, e poi San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà. Alla marcia parteciperanno anche i movimenti pacifisti e le organizzazioni che lavorano con i migranti.

Il 29 novembre a Roma in marcia clima e pace

Il 28 e 29 novembre, alla vigilia dell'apertura della COP21 di Parigi (30 novembre-11 dicembre) si terrà nelle maggiori città di tutto il mondo la 'Global Climate March'. In Italia la Coalizione per il Clima alla quale la Cgil aderisce insieme a oltre 150 organizzazioni e associazioni impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici, organizza il 29 novembre una grande manifestazione a Roma che partirà da Piazza Farnese alle ore 14 e si concluderà in via dei Fori Imperiali con un concerto alle ore 17. Dopo i tragici fatti di Parigi e il divieto del governo francese di organizzare le manifestazioni per il clima nella capitale, la marcia di Roma si carica di un ulteriore significato: sconfiggere la paura e costruire la pace.

"La Cgil aderisce in modo convinto alla 'Coalizione per il clima'" sottolinea il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, "ancora oggi, purtroppo – prosegue -, non viene data abbastanza importanza alla questione ambientale e climatica, mentre noi pensiamo che nel nostro futuro il lavoro e l'ambiente non devono più essere considerate questioni in contraddizione tra di loro, anzi – avverte Barbi -, la nuova occupazione e la nuova industria saranno legate all'economia ambientale e all'energia rinnovabile".

L'appuntamento di Parigi, al quale prenderanno parte i leader dei governi mondiali, è una tappa molto importante per il futuro del nostro Paese: "ci auguriamo – dice Barbi - che produca un accordo vero, vincolante ed equo soprattutto per i Paesi in via di sviluppo e per le lavoratrici e i lavoratori di tutto il mondo".

Il clima e la riduzione delle emissioni di gas serra con il conseguente contenimento dell'aumento della temperatura globale entro i 2° (o 1,5° se possibile) spiega Barbi "devono essere la battaglia di tutti, perché, come sostiene giustamente il sindacato mondiale: non c'è lavoro in un pianeta morto. Per questi motivi invitiamo tutte e tutti a partecipare alla marcia per il clima che si terrà il 29 novembre a Roma".

Quello di Roma sarà solo uno degli eventi della grande marcia globale che, lo stesso giorno, coinvolgerà milioni di persone in centinaia di città del mondo tra cui, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, e poi San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà. Alla marcia parteciperanno anche i movimenti pacifisti e le organizzazioni che lavorano con i migranti.

Parigi: lettera di Susanna Camusso

Dopo i tragici attentati che ieri sera hanno sconvolto Parigi il segretario generale della Cgil a nome di tutta la confederazione scrive ai sindacati francesi

Ai compagni e agli amici dei sindacati francesi.

Cari compagni e cari amici,

a nome della Cgil esprimo la più ferma e risoluta condanna per l'attacco terroristico che ieri a Parigi ha causato la morte di tante donne e tanti uomini innocenti, gettando nel panico la città e suscitando orrore e sgomento presso la comunità internazionale e nelle coscienze di tutti coloro che credono nella democrazia e nella civile convivenza.

Dopo l'attacco a Charlie Hebdo, Parigi e la Francia si trovano ad affrontare un nuovo atto di barbarie e ferocia inaudita, condotto contro persone e obiettivi che non hanno alcuna responsabilità per le guerre e i conflitti che si sono determinati nel mondo. La Cgil è al vostro fianco, così come siamo vicini a tutti i cittadini e i lavoratori francesi e alle famiglie delle vittime di questa nuova tragedia.

Siamo sicuri che reagirete di fronte all'evidente tentativo di introdurre paura e tensione permanente nella vita quotidiana, un tentativo che va respinto non cedendo al ricatto della violenza cieca e rispondendo con fermezza e determinazione sul piano della civiltà e dei principi di libertà.

Continueremo a lavorare insieme, nelle strutture europee ed internazionali del sindacato, perché alla violenza e al terrore si risponda rilanciando il dialogo e il processo di pace, in Siria, in Medio Oriente e in tutte le aree di guerra nel mondo, come unica strada possibile per raggiungere uno stabile e democratico equilibrio e per interrompere la spirale drammatica che nel corso di questi anni ha provocato lutti, distruzione, esodo di tanti profughi e rifugiati.

Vi esprimiamo tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza e vi confermiamo l'impegno della Cgil a continuare nel comune lavoro.

 

Susanna Camusso
Segretario generale Cgil

PA: Cgil, no a tre comparti, serve accordo condiviso

"Il modello proposto dall'Aran di passare da 11 a 3 comparti non ci convince ma, come è stato posto in premessa, confermiamo la disponibilità a raggiungere un accordo sulla riduzione, ridefinendo e costruendo insieme i criteri di composizione dei comparti". Lo afferma la segreteria confederale della Cgil, Serena Sorrentino, al temine dell'incontro all'Aran.

"Bisogna insieme stabilire e definire l'ambito soggettivo di applicazione dei singoli comparti e i rapporti tra i livelli contrattuali, tra il primo e il secondo livello - aggiunge -. La contrattazione va valorizzata, a partire dai rinnovi contrattuali e dallo stanziamento di risorse adeguate nella legge di Stabilità. Quelle al momento previste sono assolutamente insufficienti per un rinnovo dignitoso. Auspichiamo che nel corso dell'esame della manovra si stanzino risorse adeguate. Per quanto ci riguarda i rinnovi contrattuali, come diritto dei lavoratori e garanzia per migliori servizi ai cittadini sono una priorità. Per questo, per il 'Contratto Subito', saremo in piazza unitariamente sabato 28 novembre", conclude Sorrentino.

Legge Stabilità è manovra da quattro meno

"Attendiamo di conoscere il testo del disegno di Legge di Stabilità per poter esprimere un giudizio compiuto, ma dalle parole del premier e dalle slide della conferenza stampa emerge un Paese con quattro segni meno". Così in una nota il sindacato di Corso d'Italia.

Per la Cgil, infatti, ci sono meno libertà per i lavoratori: "sul fronte delle pensioni non c'è flessibilità, e senza flessibilità in uscita ci sono ancora meno possibilità per i giovani di entrare nel mondo del lavoro".

Meno lotta all'evasione e all'illegalità: "L'innalzamento della soglia dell'utilizzo del contante favorisce l'evasione e l'elusione fiscale, l'economia sommersa, il lavoro nero e la corruzione".

Meno sanità: "Si continua nella politica di disinvestimento nella sanità pubblica. Il fondo passa dai 109 miliardi di un anno fa ai110 di oggi, il miliardo in più non copre neppure gli indici di adeguamento del fondo previsti dall'invecchiamento della popolazione, e i nove milioni di persone che già oggi non riescono a curarsi faranno sempre più fatica".

Meno valore al lavoro e meno salario: "300 milioni stanziati per il rinnovo del contratto dei lavoratori del pubblico impiego equivalgono a 7,80 euro lordi al mese per i prossimi tre anni".

Infine la Cgil pone anche una questione di trasparenza: "Dobbiamo commentare, ancora una volta, parole e slide, senza conoscere i testi che sono stati secretati".

Pensioni: da 5 a 15 ottobre presidi

CGIL, CISL e UIL, promuovono a sostegno della modifica della Legge Fornero una mobilitazione di tutte le strutture territoriali dal giorno 5 ottobre al giorno 15 ottobre davanti alle prefetture.

Per CGIL CISL UIL è urgente un intervento strutturale di modifica della legge Fornero che abbassi l'età di accesso alla pensione, reintroducendo una vera flessibilità in uscita e intervenendo sui lavoratori precoci. Ciò anche per favorire il turn over, quindi per incrementare l'occupazione giovanile.

Va inoltre varata la settima salvaguardia per i lavoratori esodati, e consentita l'applicazione dell'opzione donna, misure entrambe che non hanno bisogno di nuove coperture, così come vanno sanati alcuni tra i più macroscopici "errori" della legge Fornero, quali i macchinisti e quota 96 della scuola.

Lettera su direttive europee in materia discriminazioni

In una lettera diretta oggi al Sottosegretario Claudio De Vincenti della Presidenza del Consiglio dei ministri, Cgil, Cisl, Uil hanno richiamato l'attenzione su quanto sta accadendo all'interno dell'Ufficio Anti discriminazioni razziali, dove sembrerebbe in atto un azzeramento ideale e materiale, dell'Ufficio creato a suo tempo su indicazioni dalla direttiva n. 2000/43/CE.
"Abbiamo seguito con una certa apprensione le difficoltà con cui l'Ufficio Antidiscriminazioni Razziali si è dovuto misurare sin dalla sua nascita nel 2003" – scrivono Vera Lamonica (Cgil), Liliana Ocmin (Cisl) e Guglielmo Loy (Uil) al Governo. "Questo per una insufficiente autonomia operativa che - a differenza di istituti analoghi in altri paesi Europei – sottopone l'Ufficio all'autorità di Governo, rendendone l'azione e lo scopo meno efficaci, in quanto subordinati".
Lo spirito della direttiva, prosegue la lettera raccomandava che la Istituzione di UNAR avvenisse "conferendo a questo Ufficio piena autonomia ed indipendenza dallo stesso Esecutivo, in modo che la sua azione a favore delle vittime di discriminazione non fosse subordinata a posizioni di parte e fosse pienamente efficace".
Così non è stato, anzi. Cgil, Cisl e UIL denunciano come "in più occasioni, anche nel recente passato, le azioni di UNAR siano state messe in discussione e i valori che ne sono alla base criticati: tanto che lo stesso spirito della legge – in applicazione delle direttive europee – rischia di essere vanificato".
Le tre confederazioni sindacali "rigettano con forza quella che appare una delegittimazione di UNAR" e richiamiamo le istituzioni "all'urgenza di una piena applicazione della legge contro le discriminazioni razziali, il cui elemento qualificante è la costituzione di un organismo autonomo ed efficace in grado di combatterle concretamente".

Cgil: Conferenza di organizzazione

Si è conclusa oggi la sesta Conferenza di organizzazione della Cgil 'Contrattare per includere, partecipare per contare' tenutasi presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma (viale Pietro de Coubertin, 30), il documento conclusivo è stato approvato con 587 voti a favore, 151 contrari e 8 astenuti.

In apertura della prima giornata un video, accompagnato da letture, ha presentato l'album di figurine della Cgil 'Una lunga storia italiana', contenuto nelle borse consegnate ai delegati nel quale vengono raccontati, attraverso immagini e didascalie, i quasi 110 anni della confederazione.

Una sala Sinopoli gremita, "921 delegate e delegati, di cui 462 donne e 459 uomini; il 60,94% dei delegati è espressione dei luoghi di lavoro o di leghe dello Spi Cgil" come ha ricordato Nino Baseotto, segretario confederale Cgil, responsabile delle politiche organizzative nella sua relazione introduttiva, sottolineando che la due giorni di Roma, "è stata preceduta da un centinaio di conferenze territoriali di organizzazione nel mese di giugno alle quali hanno partecipato 19.351 delegate e delegati". Al centro del lungo percorso di discussione quattro temi fondamentali: contrattazione inclusiva, democrazia e partecipazione, territorio e strutture, profilo identitario e formazione sindacale.

Nel corso delle due giornate sono intervenuti circa 50 tra delegati, delegate e dirigenti sindacali. Ieri, tra gli altri ospiti, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, il Presidente della Commissione della Camera Cesare Damiano, il Presidente Alleanza Cooperative Italiane Mauro Lusetti e il Direttore Generale Confcommercio Francesco Rivolta. Oggi sono intervenuti i segretari generali di Cisl e Uil, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

A tirare le somme, nella seconda ed ultima giornata di lavori, è stato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso (ASCOLTA podcast su RadioArticolo1).

Pensioni: Cgil, flessibilità necessaria per equità

"È indispensabile che la legge di stabilità affronti il tema delle pensioni, introducendo quella flessibilità necessaria da un lato a dare risposte più eque a chi è in procinto di uscire dal mondo del lavoro e dall'altro in grado di consentire l'accesso allo stesso per i giovani. Le risorse, quando vi è l'intenzione, si cercano e si trovano". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, interviene nel dibattito sulla previdenza.

"La flessibilità in uscita - spiega Lamonica - è necessaria per dare risposte ai lavoratori e alle lavoratrici che non possono rimanere al lavoro perché svolgono mansioni improponibili alle età previste, perché precoci o perché non hanno più un'occupazione". "Ma è necessaria anche perché - prosegue - come oramai riconosciuto da tutti, ministro Poletti compreso, se non si consentono uscite graduali e flessibili si continua a bloccare l'accesso dei giovani al lavoro". Per la dirigente sindacale "la priorità del Paese deve essere l'occupazione e sarebbe inaccettabile non affrontare oggi anche questo tema".

La segretaria confederale sottolinea come la Legge Fornero abbia prodotto "risparmi colossali", "tali da consentire interventi di attenuazione della rigidità e dell'iniquità che la caratterizzano". Per quanto riguarda la relativa copertura finanziaria "le scelte di politica economica annunciate dal governo dimostrano che, quando lo si vuole, le risorse si cercano e si trovano". "Per la Cgil - conclude Lamonica - lavoro ai giovani e pensioni debbono essere le priorità".

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