CGIL NAZIONALE

BES: Cgil, criticità nella proposta del Governo

“La Cgil ha ritenuto importante la scelta di riconoscere nella legge di riforma del bilancio dello Stato gli indicatori BES, ma rispetto alla proposta del Governo manifestiamo criticità sia sul metodo che sul merito”. Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi a proposito dello Schema di Decreto ministeriale recante individuazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile (Atto n. 428).
Per quanto riguarda il merito la dirigente sindacale sostiene sia “necessaria un’integrazione tra indicatori italiani e quelli individuati dalle Istituzioni sovranazionali, a partire dalla Strategia Europea 2020 e dall’Agenda ONU 2030”. Infatti la segretaria confederale ricorda che “il Goal 8 dell’Agenda 2030, per il quale vi sarà una verifica già nel 2019, parla di raggiungere la piena e produttiva occupazione, un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, compresi giovani e persone con disabilità, e di conseguire la parità di retribuzione”. “Questo – sottolinea – comporta quindi la necessità di selezionare indici compositi e indicatori in modo più ampio, a differenza di quanto si riscontra nelle proposte del Governo”.
“Sul metodo – continua Fracassi – crediamo che debba proseguire il confronto coinvolgendo le parti sociali, cosa che non si è realizzata in occasione del passaggio parlamentare”. “La scelta di individuare indici di benessere – aggiunge in conclusione – deve corrispondere a politiche coerenti nel bilancio dello Stato, non può e non deve essere solo una mera operazione mediatica”.

Pensioni: Governo dia risposte

“Il ministro del Lavoro sembra non cogliere la sollecitazione che Cgil, Cisl e Uil hanno evidenziato con l’attivo di ieri. È necessario che il governo inizi a dare delle risposte concrete ai tutti i punti in discussione in questa fase e si impegni a bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile”. Così il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli replica al ministro Poletti che oggi, parlando a proposito dell’eventuale blocco dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile a 67 previsto per il 2019, ha detto “Ne parleremo dopo l’estate, quando avremo le informazioni dall’Istat che ci darà i nuovi dati sull’aspettativa media di vita e avremo il quadro della situazione”.
“Le ragioni per bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile – aggiunge Ghiselli – sono evidenti già ora e non è pensabile aspettare l’autunno per affrontare questa questione. L’Italia è il paese che ha già l’età di pensione più alta in Europa e un ulteriore balzo renderebbe la cosa socialmente insostenibile”.

Stalking: reato cancellato, è una vergogna

Lo Stato non può tradire le donne due volte, prima esortandole a denunciare e poi archiviando le denunce, o peggio, a depenalizzare il reato di stalking. A una settimana dall’efferato femminicidio della oncologa Ester Pasqualoni, uccisa dallo stalker contro il quale aveva presentato due denunce, entrambe archiviate, scopriamo che nella legge di riforma del codice penale, approvata il 14 giugno 2017, si prevede l’introduzione di un nuovo articolo: il 162 ter, che prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Uno di questi reati è lo stalking.

Senza il consenso della vittima l’imputato potrà estinguere il reato pagando una somma se il giudice la riterrà congrua, versandola anche a rate. La denuncia arriva da Loredana Taddei, Responsabile nazionale delle Politiche di Genere di Cgil, Liliana Ocmin, Responsabile del coordinamento nazionale donne Cisl e da Alessandra Menelao, Responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil.

Si presume inoltre che la legge sia estesa a tutti i reati contro la persona che prevedono una pena di 4 anni di condanna.

Un’assurdità di una gravità assoluta, peraltro, in totale contrasto anche con la Convenzione di Istanbul.

Quante donne uccise o perseguitate dobbiamo contare dopo che questa nuova norma verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale? Indipendentemente dalla volontà della vittima basterà al reo (come se fosse al mercato a comprare della carne fresca) presentare un’offerta risarcitoria che sia congrua per il giudice, e magia delle magie, il reato verrà estinto.

Il reato di stalking non può essere depenalizzato in un paese come l’Italia dove ogni due giorni viene uccisa una donna e che ha registrato nel 2016 120 femminicidi. E dove evidentemente non c’è la volontà politica di combattere questa mattanza.

In piazza per chiedere Rispetto

"La democrazia va difesa", è questo il messaggio lanciato dalla manifestazione di oggi a Roma, in Piazza San Giovanni.
La Cgil, sfilando per le vie della capitale in due cortei con lavoratrici e lavoratori provenienti da tutto il Paese, ha chiesto “rispetto per il lavoro e la Costituzione”, attaccati dal Governo con la reintroduzione dei voucher.

Voucher: Cgil, fatto grave

“Il voto in Commissione bilancio con cui si vogliono reintrodurre i voucher è un fatto grave. Ci troviamo di fronte a una norma sbagliata e peggiorativa, in sfregio a milioni di lavoratori che hanno firmato i referendum”. È quanto si legge in una nota della Cgil.

“Una norma che contraddice le stesse decisioni assunte dal governo – aggiunge il sindacato di Corso d’Italia – e che viene votata dalle opposizioni di destra e respinta da parte consistente della maggioranza”.
“La Cgil – conclude la nota – apprezza la coerenza e la sensibilità di quei parlamentari che hanno votato contro l’introduzione dei nuovi voucher, continuerà la mobilitazione e adotterà tutte le misure di contrasto possibili affinché i ‘buoni lavoro’ restino un cattivo ricordo del passato”.
Intanto, la Cgil ha lanciato una giornata di mobilitazione. Appuntamento il 17 giugno a Roma per una grande manifestazione nazionale.

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Lavoro, ddl passo avanti per diritti autonomi

“Con l’approvazione del ddl lavoro autonomo si dimostra la volontà di costruire un sistema di tutele e diritti per il mondo dei professionisti autonomi e freelance, un fatto importante. Restano, tuttavia, alcune mancanze e criticità gravi, come già più volte abbiamo segnalato durante l’Iter parlamentare”. È quanto dichiarato dalla segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti dopo il via libera definitivo del Senato al ddl sul lavoro autonomo e agile.
“Un’opportunità che poteva essere meglio sfruttata. Infatti – sottolinea la dirigente sindacale – rimangono alcune criticità: dall’inclusione nella platea dei destinatari dei collaboratori coordinati e continuativi, che rischiano di vedere arretrare le proprie tutele reali soprattutto in tema di maternità, all’assenza di strumenti di tutela per i soggetti più deboli del lavoro autonomo, quali equo compenso, sostegno al reddito, diritti sindacali”. “La Dis-coll viene riconosciuta anche ad assegnisti di ricerca e dottorandi – aggiunge Scacchetti – ma poiché vi è contemporaneamente un aumento delle aliquote, sarebbero necessari correttivi per ridurle nel breve termine, o per avere maggiori e nuove tutele a parità di versamento”.
Per la dirigente sindacale “è importante il riconoscimento del lavoro agile come modalità di svolgimento di quello subordinato, ma è un errore non averlo ricondotto direttamente al sistema della contrattazione collettiva”. “A tal proposito – ricorda Scacchetti – è stata la contrattazione collettiva, nazionale, aziendale o territoriale, a permettere la concreta attuazione dello Smart working, che può essere davvero un’importante opportunità per ripensare l’organizzazione del lavoro, tenendo conto sia delle esigenze di flessibilità delle imprese che di conciliazione dei dipendenti”. “Sul lavoro agile – prosegue – crediamo sia necessario riprendere e affrontare alcuni temi come il diritto alla disconnessione, alla salute e sicurezza e all’apprendimento permanente”.
“Chiediamo che venga subito istituito un tavolo tecnico permanente sul lavoro autonomo, per aprire un confronto volto a superare quelle che per noi sono le criticità del provvedimento. Infine – conclude Scacchetti – crediamo che la nostra proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ possa rappresentare una soluzione per far sì che i diritti siano in capo ai lavoratori, indipendentemente dalla tipologia e dalla natura del rapporto di lavoro”.

Cgil, ha vinto il lavoro

“Senza i voucher che si vendono in tabaccheria e con una nuova responsabilità delle aziende nel sistema degli appalti possiamo dire che da oggi abbiamo un Paese un po’ migliore rispetto a quello che avevamo prima. Oggi si afferma un primo risultato importante e ci dobbiamo ringraziare prima di tutto per quello che abbiamo fatto in questi due anni di mobilitazione”. Sono state queste le parole usate ieri pomeriggio da Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, per commentare l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge su voucher e appalti, così come richiesto dai referendum promossi dalla Cgil. Approvata la legge, ora i due referendum dovrebbero essere superati, ma “l’ultima parola in proposito spetterà alla corte di Cassazione”. La leader della Cgil ha ringraziato anche chi ha partecipato ieri al presidio al Pantheon che si è protratto per tutta la giornata e ha commentato anche gli interventi dei vari parlamentari che hanno partecipato al dibattito al Senato sulla legge. Un dibattito, che secondo Susanna Camusso dimostra ancora una volta quanto poco si conosca il lavoro e quanta strada bisognerà fare ancora per affermare un nuovo diritto universale dei lavoratori e delle lavoratrici. Ed è anche chiaro che c’è chi pensa ancora a forme di flessibilità e chi riparla dei voucher per l’agricoltura e per il turismo.

Ma intanto per la Cgil quella di ieri è stata una grande giornata di festa. Camusso ha parlato di un “risultato importante” perché “abbiamo raggiunto un nostro obiettivo, abbiamo mobilitato il paese con idee, proposte e partecipazione, e alla fine abbiamo avuto ragione”.
Ma questo non fermerà l’azione della Cgil: “Siamo tranquilli. Confermiamo che non smobiliteremo. Abbiamo già diversi appuntamenti importanti, dal 25 aprile (“la festa non si vende”) al Primo Maggio, che celebreremo a Portella della Ginestra per ricordare la strage di 70 anni fa. E poi ancora il 6 maggio, quando scenderemo in piazza a Roma, per rilanciare la nostra sfida per i diritti, che non si concluderà finché la Carta universale non sarà legge, finché, cioè, non avremo riscritto il diritto del lavoro in questo Paese”.

Cgil, voto Camera primo passo decisivo

“Con il voto di oggi alla Camera facciamo un primo decisivo passo per cambiare, per cambiare davvero il lavoro e il Paese”. È quanto si legge in una nota della Cgil Nazionale.

“Ora – prosegue la Confederazione – ci auguriamo che il decreto venga rapidamente approvato dal Senato così che si possano finalmente archiviare strumenti sbagliati che hanno creato solo precarietà, favorito il lavoro nero e sottopagato, discriminato i lavoratori”.
“#Finoallalegge, passo dopo passo – conclude la Cgil – terremo alta l’attenzione per costruire tutta un’altra Italia”.

Alleanza contro la povertà in Italia

“La legge delega sulla povertà segna un momento significativo nel nostro paese. Con la sua approvazione, oggi, giunge a conclusione il lavoro svolto dal Parlamento: da tempo evidenziamo la necessità di un impianto normativo che coniughi da una parte il sostegno al reddito e l’inclusione sociale e dall’altra preveda un Piano nazionale in grado di raggiungere tutti i cittadini che versano in povertà assoluta. Perché i sussidi senza i servizi scadrebbero nell’assistenzialismo, perdendo, così, il carattere inclusivo che rappresenta, invece, il punto di svolta nella lotta alla povertà e all’emarginazione sociale”. Lo dice in una nota, che si trasmette in allegato, l’Alleanza contro la Povertà in merito al percorso parlamentare di legge delega di contrasto alla povertà.
“L’obiettivo – conclude l’Alleanza contro la Povertà – rimane l’effettiva universalità della prestazione, dentro una strategia di rafforzamento del sistema dei servizi. Auspichiamo che attraverso i decreti delegati si prosegua nella direzione da noi indicata”.

Libera il lavoro con 2 sì

“Parte ora la campagna referendaria e da oggi chiederemo tutti i giorni al Governo di fissare la data in cui si voterà per referendum su voucher e appalti”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Confederazione dopo la decisione della Consulta che ha ritenuto ammissibili i quesiti referendari sulla cancellazione dei voucher e sulla reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. Non ha passato l’esame dei giudici costituzionali il quesito relativo all’articolo 18.
Per Camusso, quello dei voucher è uno strumento “malato” e bisognerebbe avere il coraggio di “azzerarlo. Ci vuole – ha detto – una riforma per una contrattualizzazione pulita e esplicita che regolamenti il lavoro occasionale”.
Sul tema degli appalti, Camusso ha sottolineato “riguarda milioni di lavoratori nel nostro Paese: non stiamo parlando di un fenomeno marginale come qualcuno ha sostenuto”.
Infine, in merito al quesito sull’articolo 18, che non ha passato l’esame dei giudici costituzionali, il segretario ha ribadito “ci riserviamo ulteriori valutazioni quando saranno rese note le motivazioni della Corte, si dice convinta di aver rispettato l’art.75 della Costituzione, motivo per cui continueremo la nostra iniziativa e valuteremo nei prossimi giorni tutte le possibilità per ristabilire i diritti, compreso il ricorso alla corte europea sulla normativa sui licenziamenti”.

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