CGIL NAZIONALE

Landini, meno tasse a lavoratori e pensionati

“Bene confronto, ma è importante capire come proseguirà e quali saranno le decisioni che vorrà prendere il governo. Noi abbiamo una proposta complessiva di riforma fiscale che ha come obiettivo principale quello di ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati attraverso le detrazioni”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, all’incontro che si è tenuto oggi (25 luglio) tra sindacati e governo a palazzo Chigi sulla riforma fiscale.

“È poi fondamentale una seria lotta all’evasione fiscale, anche per recuperare risorse necessarie per far ripartire gli investimenti e creare occupazione. Per combattere l’evasione fiscale servono nuove assunzioni di professionalità specifiche all’agenzia delle entrate, incrociare i dati oggi disponibili e una drastica riduzione dell’utilizzo del contante”.

Quindi, conclude Landini “no a condoni, più o meno mascherati. Nel nostro Paese c’è un problema di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Il nostro obiettivo è quello di portare a casa risultati per la gente che rappresentiamo”.

Il confronto con il Governo proseguirà il 29 luglio sulle politiche per il Mezzogiorno e il 5 agosto su lavoro e politiche sociali, sempre a Palazzo Chigi.

Morti su lavoro : Cgil, Cisl e Uil su sicurezza

“Si continua a morire sui posti di lavoro, ancora in questi giorni assistiamo con sgomento ad una strage continua ed inesorabile. Abbiamo chiesto ripetutamente un incontro al Ministro Luigi Di Maio, ma ancora non siamo stati convocati. Non si può perdere altro tempo, è necessario intervenire con decisione per comprendere le criticità e trovare soluzioni efficaci in termini di investimenti sulla prevenzione e sulla formazione, rilanciando un tavolo congiunto di confronto tra il Governo e le Parti Sociali”. È quanto dichiarano in una nota unitaria i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini, Silvana Roseto.

Sindacati: il 21 marzo esposizione bandiera europea

Giovedì 21 marzo, presso tutte le sedi e le strutture di Cgil, Cisl e Uil saranno esposte le bandiere d’Europa come “segno di forte identità europeista”. Le bandiere rimarranno esposte sino al 26 maggio, giorno in cui si svolgeranno le elezioni Europee.
“I sindacati confederali italiani Cgil Cisl Uil – si legge in una nota unitaria – hanno contribuito fattivamente nella loro storia alla formazione dell’Unione Europea pensata come spinta propulsiva a una nuova comunità transazionale che si riconoscesse nei valori della Democrazia, della Coesione Sociale, del Lavoro, dell’Uguaglianza e della Pace”.
“In coerenza con il nostro cammino di sostegno e supporto di questi valori in questi tempi particolarmente delicati su questo versante, – prosegue la nota – in occasione del prossimo 21 marzo, data in cui ricorre il patrono d’Europa, si invitano le strutture territoriali e regionali a dare un segno di forte identità europeista, esponendo la bandiera dell’Unione Europea al fianco di quelle rappresentanti il nostro Paese e le nostre Organizzazioni sindacali, nelle sedi ove questo già non avvenga. Tali bandiere potrebbero restare esposte sino al 26 maggio, giorno in cui i cittadini europei saranno chiamati alle urne per rinnovare le proprie Istituzioni democratiche”.
“Testimoniando e chiarendo nelle modalità più opportune – conclude la nota – il nostro rinnovato impegno per un’Unione Europea fondata su diritti – lavoro e solidarietà”.

Iniziativa ‘L’Inps al servizio del Paese: quale futuro?’

‘L’Inps al servizio del Paese: quale futuro?’, questo il titolo dell’iniziativa promossa dalla Cgil nazionale che si è tenuta oggi presso Palazzo Wedekind a Roma. Un importante momento di confronto e approfondimento, in una fase delicata in cui la politica si dimostra incerta su scelte importanti come la governance e il futuro dell’Istituto.
Ad aprire i lavori la relazione del segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, hanno poi preso la parola diversi interlocutori dai dirigenti sindacali, ai rappresentanti sociali ed istituzionali: Debora Serracchiani Capogruppo Pd Commissione lavoro della Camera, Serena Sorrentino segretaria generale Fp Cgil, Morena Piccinini presidente Inca Cgil, Gabriella Di Michele direttore generale Inps, Guglielmo Loy presidente Civ Inps, Ivan Pedretti segretario generale Spi Cgil, Valeria Picchio Dipartimento previdenza Cisl, Domenico Proietti segretario confederale Uil, Pierangelo Albini Direttore Area Lavoro e Welfare Confindustria e Marco Rossi Presidente Comitato Provinciale Inps Arezzo.
Secondo la Cgil “l’Inps svolge un ruolo centrale per la tenuta del nostro sistema previdenziale e assistenziale, un patrimonio di tutti ed un elemento di garanzia per le condizioni sociali ed istituzionali”, però sottolinea “negli ultimi anni l’Istituto ha visto peggiorare la sua attività e ha operato una profonda riorganizzazione che ha avuto una forte ricaduta su tutti i cittadini”. “Per questo motivo – prosegue – è necessario affrontare questo tema, con particolare attenzione alle funzioni dell’Inps, alle sue competenze, all’organizzazione e alla sua governance”.
A tirare le conclusioni della giornata di lavori il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “Quella di oggi è una discussione su un tema che riguarda la vita delle persone in carne ed ossa” ha detto Landini ricordando che “per cambiare le cose bisogna agire giorno per giorno in una determinata direzione, non c’è un unico grande cambiamento”. “Noi partiamo dall’idea che per dare futuro al Paese, come abbiamo detto il 9 febbraio in piazza a Roma, bisogna cambiare molte cose. Il governo – ha sottolineato il leader della Cgil – smetta di avere paura di confrontarsi con le rappresentanze sociali e apra una trattativa per per cambiare il sistema pensionistico e per dare risposte alle tante esigenze che ci sono, a partire dalle donne e dai giovani. Bisogna fare una riforma degli ammortizzatori sociali perché siano davvero universali”.

Europa: Cgil, serve azione globale

“Senza un’azione globale il sindacato non sarà in grado di affrontare fenomeni così complessi. Populismo, crisi della democrazia, innovazione digitale rappresentano le sfide più importanti che attendono i sindacati nei prossimi anni. Per questo è opportuno offrire una dimensione globale alla nostra discussione”. Questo il nodo centrale del dibattito che la Cgil ha affrontato quest’oggi, 21 gennaio, insieme alle circa cento delegazioni sindacali internazionali riunite a Bari per l’iniziativa dal titolo ‘Il futuro del movimento sindacale europeo e internazionale. Crisi della democrazia e populismo, rivoluzione digitale e tendenze della globalizzazione’, alla vigilia del XVIII Congresso della Cgil, in programma da domani alla Fiera del Levante.
Dai vari interventi che si sono alternati nella sala dell’Archivio di Stato è emersa una chiara richiesta rivolta alla Ces, la Confederazione Europa dei sindacati, ossia quella di “assumere una proposta forte per cambiare l’Europa, subendo in misura minore il condizionamento della Commissione europea” e affinché venga garantita “la tradizionale dialettica tra ‘potere’ e parti sociali in tutto il mondo”. Inoltre, “si auspica che i cambiamenti del mondo del lavoro, la rivoluzione 4.0, vengano gestiti a livello globale”.
Inoltre, dalla Conferenza Internazionale è stata espressa solidarietà a Luis Inácio Lula da Silva, ex sindacalista, ed ex Presidente del Brasile che continua ad essere “ingiustamente” in carcere. “Confidiamo nella dichiarazione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ci auguriamo confermi la grave violazione dei diritti che si sta perpetrando nei confronti di Lula. Purtroppo, il governo di Bolsonaro, dopo solo 21 giorni dall’insediamento, ha già dimostrato di favorire le vecchie e nuove oligarchie e non di favorire gli interessi della popolazione brasiliana”.
A chiusura dell’evento il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha dichiarato: “L’Italia è un Paese che ha avuto la fortuna di vivere 70 anni democratici. Purtroppo, ora viviamo in un’Europa in cui è in atto un cambiamento profondo dei rapporti di forza. Il mondo del lavoro è stretto tra vari populismi, di Governi di classe, che non vogliono tenere conto dei diritti dei lavoratori, ma si occupano solo di affossarli”. “Per questo – ha concluso – serve creare una solidarietà e unità tra lavoratori e sindacati di tutto il mondo, e il ruolo della Ces e della Csi è fondamentale e per questo devono cambiare”. Infine, sulle prossime elezioni europee, Camusso ha concluso dicendo “se non diciamo che vogliamo riformare l’Europa non avremo un voto europeista. Dobbiamo far sì che prosegua quel processo di Stati Uniti d’Europa”.

Congresso nazionale della Cgil a Bari

Il XVIII Congresso della Cgil si svolgerà a Bari dal 22 al 25 gennaio 2019.

La decisione è stata assunta dal Comitato direttivo del sindacato (10 marzo) che ha eletto la commissione politica, composta da 52 membri più i componenti la segreteria nazionale, e votato la delibera che dà il via al percorso congressuale.

Tra il 5 aprile e il 18 maggio si sono svolte circa 1500 assemblee generali che si sono tenute nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale.

Dal 20 giugno al 5 ottobre si sono svolte, invece, le assemblee congressuali di base.

A seguire e fino al 31 ottobre si terranno i congressi delle categorie territoriali, delle Camere del lavoro territoriali e metropolitane e delle categorie regionali.

I congressi delle Cgil regionali avranno inizio il 5 novembre e si dovranno concludere entro il 24 dello stesso mese. A seguire, dal 26 novembre al 20 dicembre, si svolgeranno i congressi delle categorie nazionali dei lavoratori attivi e quello del sindacato dei pensionati della Cgil, che si terrà dal 9 all’11 gennaio del 2019.

Il percorso congressuale si concluderà a Bari, presso la Fiera del Levante, dove dal 22 al 25 gennaio avrà luogo il XVIII Congresso della Cgil nazionale.

Jobs Act: Camusso, dalla Consulta decisione importante

“Dalla Corte Costituzionale è arrivata una decisione importante e positiva, che dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento come previsto dal Jobs Act sulle tutele crescenti e non modificato nell’intervento del Decreto dignità. Nelle prossime settimane avremo modo di commentare nel dettaglio la decisione, tuttavia quanto stabilito oggi dalla Corte, a seguito di un rinvio del Tribunale di Roma su una causa per licenziamento illegittimo promossa dalla Cgil, è un segnale importante per la tutela della dignità dei lavoratori”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta la decisione della Consulta, che ha ritenuto illegittimo il rigido criterio di quantificazione del risarcimento spettante al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, basato esclusivamente sull’anzianità aziendale.
“Un sistema – sottolinea la leder della Cgil – irragionevole e ingiusto, che calpesta la dignità del lavoro e che permette di quantificare preventivamente il costo che un’azienda deve sostenere per ‘liberarsi’ di un lavoratore senza avere fondate e reali motivazioni. Vale a dire quello che potremmo definire la rigida monetizzazione di un atto illegittimo”.
“Quanto stabilito oggi dalla Corte Costituzionale – conclude Camusso – può e deve riaprire una discussione più complessiva sulle tutele in caso di licenziamento illegittimo per le quali, per la Cgil, è fondamentale il ripristino e l’allargamento della tutela dell’art.18. Come proposto nella ‘Carta dei diritti’, non è rinviabile la definizione di un sistema solido e universale di tutele nel lavoro, superando la logica sbagliata che ha guidato le riforme del mercato del lavoro degli ultimi anni, ultima il Jobs Act, che hanno attaccato il sistema delle tutele e dei diritti, svilendo il ruolo del lavoro nel nostro Paese”.

Lavoro: Cgil, ripresa fragile

“Continua l’andamento altalenante dei dati relativi al mercato del lavoro, indice di una ripresa molto fragile e di una crescita inferiore alla media dei Paesi Europei”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Inps.

In merito a quanto rilevato dall’Osservatorio sulla cassa integrazione, la dirigente sindacale sottolinea: “il calo costante del ricorso alla Cig non deve trarre in inganno, non può infatti essere interpretato come la fine delle difficoltà del sistema produttivo” perché, spiega “i dati non tengono conto del ricorso al Fis, ammortizzatore introdotto in sostituzione della Cassa in deroga, mentre quella straordinaria, a causa delle riforme Fornero e Jobs Act, ha subìto pesanti restrizioni per durate e possibilità. La minor disponibilità di Cigs per le imprese contribuirà – avverte Scacchetti – ad una crescita della disoccupazione, già aumentata del 5% rispetto al 2017”
Per la segretaria confederale “nonostante i dati sull’attivazione dei contratti, analizzati dall’Osservatorio sul Precariato, registrino un saldo complessivo positivo, rendono evidente, purtroppo, la crescita significativa soprattutto di quelli a termine, in somministrazione e del lavoro intermittente”. Inoltre, aggiunge la dirigente sindacale “va valorizzato il dato sull’apprendistato, positivamente in ripresa. Preoccupa però il calo nel 2018 delle trasformazioni dei contratti di apprendistato da contrastare con opportune politiche di sostegno”.
“Quanto fotografato oggi dall’Inps rende evidente – conclude Scacchetti – la necessità di rafforzare crescita e investimenti e dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che qualità e stabilità del lavoro sono le prerogative per la riduzione delle disuguaglianze e per lo sviluppo del Paese”.

Carta dei diritti universali del lavoro

“E’ stato un incontro importante e abbiamo trovato una grande attenzione da parte del presidente sulle leggi d’Iniziativa popolare”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo l’incontro con il presidente della Camera Roberto Fico sulla ‘Carta dei diritti universali del lavoro’, proposta di legge d’iniziativa popolare che ha raccolto oltre un milione di firme.

“Abbiamo chiesto – prosegue la leader della Cgil – che s’inizi concretamente il lavoro di discussione e abbiamo trovato grande attenzione. Il presidente ci ha assicurato che per le leggi d’iniziativa popolare è seguito un iter privilegiato rispetto ai lavori parlamentari e che la presidenza della Camera vigilerà sul rispetto dei regolamenti parlamentari”.
“Inoltre – conclude Camusso – abbiamo anche detto al presidente della Camera che riterremmo necessario che il parlamento discuta di un’altra emergenza che c’è nel Paese, quella degli infortuni sul lavoro, che sta diventando una strage continua per effetto della disattenzione rispetto alla sicurezza e della precarietà del lavoro. Il presidente ci ha risposto di aver già sollevato questo tema ai capigruppo e quindi ci auguriamo che presto il parlamento della Repubblica ne possa discutere”.
L’appuntamento rientra negli incontri chiesti dal sindacato di Corso d’Italia ai presidenti delle Camere e dei Gruppi parlamentari per sollecitare l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare, la “Carta dei diritti universali del lavoro”, che ha raccolto 1,2 milioni di firme.
Si sono già tenuti i colloqui con i gruppi Pd al Senato e alla Camera, M5S al Senato e i gruppi Leu di Camera e Senato. La Cgil è stata inoltre ricevuta dal Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (FOTO).
Nella scorsa legislatura la Carta dei diritti è stata incardinata presso la commissione Lavoro della Camera dei deputati. Con l’avvio della XVIII Legislatura la Cgil auspica una proficua interlocuzione, considerata l’importanza dei temi, fondamentali per il futuro del nostro Paese.
Per ulteriori informazioni visita cartacgil.it

45 anni Statuto dei Lavoratori

“Lo Statuto compie 45 anni va rinnovato, non abolito”, così Susanna Camusso segretario generale della Cgil.
Ricorrono oggi 45 anni dall’approvazione della legge 300. Una delle grandi leggi che hanno dato attuazione alla Costituzione e ad alcuni principi fondamentali come quello di libertà sindacale e di associazione o di uguaglianza sostanziale, individuando proprio nel lavoro fondato sui diritti lo strumento di emancipazione e piena realizzazione delle persone.

LO STATUTO VENNE salutato come l’ingresso della Costituzione e dei suoi valori nelle fabbriche. Con quelle norme si fece una scelta precisa, riconoscere alcune tutele al soggetto più debole, il lavoratore, nell’ambito del rapporto con l’impresa, soggetto contrattualmente e socialmente più forte. Una scelta che è arrivata tardi sulla spinta del cambiamento e del rinnovamento sociale che giungeva dalle lotte delle grandi fabbriche e delle conquiste sindacali. Da allora sono passati solo 45 anni. Un arco di tempo breve che serve a ricordarci da quanto poco alcuni diritti fondamentali siano entrati a pieno titolo nei luoghi di lavoro e quindi di quanto bisogno ancora ci sia di rafforzarli, di estenderli, di renderli universali. E la sfida con la quale la Cgil si sta misurando in questi mesi: quella di un Nuovo Statuto che parta da quei diritti individuati nel 1970 e renda effettivamente universali per tutti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Con le profonde trasformazioni del mondo del lavoro, con l’attenuarsi delle differenze tra lavoro dipendente e autonomo, con l’aumentare della precarietà è diventato necessario ricostruire un corpo di diritti in capo al lavoratore, qualunque sia la sua attività o il suo status contrattuale. Bisogna tornare a garantire tutele rispetto alle opinioni, all’iscrizione a un sindacato ma anche rispetto alla maternità, alla malattia, al riposo, alla sicurezza, alla giusta retribuzione. Si deve cioè mantenere e rendere nuovamente effettivo lo spirito originario della legge 300 il cui titolo fortemente significativo – “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento” – ne delineava le ambizioni e le prospettive. Si devono ricostruire le condizioni che rendano effettivi per tutti i lavoratori quei diritti. Non può bastare un lavoro purché sia, a qualunque condizione. Per noi il lavoro deve essere collegato ai diritti, essere fonte di dignità per le persone, di riconoscimento della professionalità e deve potersi organizzare collettivamente per avere la necessaria forza di contrattare nei confronti del datore di lavoro. Per tutte queste ragioni la Cgil prosegue la propria azione di contrasto e mobilitazione sul Jobs Act.

OGGI IN ALCUNE AREE DEL PAESE sono stati indetti scioperi e manifestazioni per ricordare la conquista dello Statuto e per rivendicare diritti e attenzione ai problemi del lavoro. Le nostre categorie, nei rinnovi contrattuali, sono impegnate per riconquistare attraverso la contrattazione, i diritti sottratti con le nuove norme. Ma, soprattutto, vogliamo proporre un Nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Ascolteremo il mondo del lavoro, avvieremo una consultazione tra i nostri iscritti, dirigenti e delegati, ci confronteremo con le molte e diverse organizzazioni delle professioni, faremo sintesi perché vogliamo che il futuro Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori sappia cogliere le loro esigenze e i loro bisogni. La nostra proposta non sarà una mera riproposizione di quanto è stato cancellato, ma si baserà su un’idea di universalità dei diritti che prescinda dalla tipologia lavorativa o contrattuale. Un progetto ambizioso, certo, che sarà preparato e sostenuto da confronti, presentazioni e discussioni affinché diventi non solo la proposta del sindacato, della Cgil, del mondo del lavoro, ma una proposta del e per il Paese.

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